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Nel 1891 Giacomo Puccini prende in affitto una
casa-torre sul lago di Massaciuccoli: tre semplici ambienti
al piano superiore con cucina ad uso comune e una stalla al
piano terra. Da allora Torre del Lago diventa un momento emblematico
nella vita di Puccini, rifugio ispiratore della maggior parte
delle sue opere più famose. Qui Puccini inizia una vita
fatta di legami con le cose semplici, l’amore per la caccia
e gli amici cacciatori, le baldorie con gli amici artisti. Dopo
il successo di Manon Lescaut , Puccini acquista la casa-torre
e si trasferisce nella vicina residenza del conte Grottanelli,
dove
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| rimane fino alla realizzazione
di villa Puccini (primavera 1900).
La villa presenta una struttura tradizionale caratterizzata dal
volume cubico, dalla composizione simmetrica e da una chiara partizione
delle funzioni. Il giardino – originariamente lambito dal
lago –ha un impianto irregolare delineato da aiuole ornate
di pietre bizzarre, da palmizi e da siepi. La casa fu equipaggiata
con le ultime novità, un moderno impianto di riscaldamento
a radiatori, il telefono, e Puccini mise particolare attenzione
alle rifiniture. Chiese ai suoi amici, i pittori Plinio Novellini
e Ferruccio Pagni, di aggiungere decorazioni che si possono ammirare
ancora oggi. Mobili in stili diversi, Bugatti e Tiffany, il prezioso
paravento donato al maestro dal governo giapponese e le suppellettili
di diversi stili documentano il gusto eclettico del committente.
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In questa villa, oltre a finire
la sua Manon , Puccini scrisse anche La Bohème, Tosca, parti
de La Fanciulla del West, La rondine e IL trittico.
Il maestro visse nella sua casa sul lago per circa 30 anni e tanto
fu l’amore per il suo lago che lì volle essere seppellito,
di fronte allo specchio d’acqua che lo vide più volte
intento nella caccia o immerso nella sua arte. Oggi è anch’essa
un museo. |
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